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L’ambito casa prevede anche l’accoglienza di urgenza per persone in situazione di difficoltà e l’accompagnamento sociale ed educativo, all’interno di progetti individualizzati, che conduca ad una vita autonoma.

Il modello di intervento di rete sulle emergenze del progetto NeW può contare sulla presenza di due appartamenti dedicati, siti in Gavardo, uno di proprietà della cooperativa La Nuvola nel Sacco e l’altro in affitto con la Parrocchia.

Di seguito, un’intervista all’educatrice Silvia Minoni, che segue l’accompagnamento di una persona collocata in alloggio protetto.

Qual è il tuo ruolo? Di cosa ti occupi?

Il mio ruolo consiste nel dare un sostegno educativo individuale, finalizzato alla predisposizione delle condizioni utili al raggiungimento dell’autonomia relazionale, abitativa, lavorativa, economica della persona. Si cerca si entrare in relazione con la stessa, in modo da capire che tipo di disagio sta vivendo, analizzando la situazione globale, attivando risorse utili, trovando nuove strategie di capacitazione.

Quali strumenti utilizzi per accompagnare nel Progetto di Vita i soggetti coinvolti?

Gli strumenti utilizzati sono quelli indicati dal Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino, ma riadattati alla realtà del Progetto NeW, ossia il territorio di Gavardo: strumenti di  osservazione, griglie di analisi, strumenti di valutazione della condizione personale, diario per arrivare poi alla stesura del progetto di vita.

Quali criticità hai riscontrato?

Per noi è un terreno nuovo. Il mio caso, in particolare, è atipico rispetto ai soliti progetti di vita con persone con disabilità, perché è rivolto all’emergenza abitativa di una persona normodotata che si trova in una situazione di difficoltà e disagio uscita dopo due anni da una comunità d’accoglienza per donne che hanno subito violenza. Seguire il caso da sola non è sempre semplice, e per questo abbiamo dato vita a un’equipe: il contributo di più teste è una risorsa in più. Non sempre è possibile realizzare i sogni delle persone, perché ci si scontra con la realtà (es. burocrazia, permessi di soggiorni che scadono, leggi da cui dipendono i tuoi prossimi interventi, sistema lavorativo che non è sempre snello….).

Quali sono gli aspetti positivi che rilevi nell’accompagnamento delle persone nel Progetto di Vita?

Sostenere una famiglia in difficoltà e renderla partecipe del suo futuro, attraverso un percorso di autonomia e capacitazione, permette di riappropriarsi della propria vita e volgere lo sguardo ad un domani fatto di opportunità e non di sconfitte.

 

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