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L’Officina per la Vita Indipendente è un approccio che promuove la capacitazione di genitori con figli con disabilità dagli 0 ai 14 anni (è in fase di sperimentazione anche un’Officina Adulti per persone più grandi).

Il percorso accompagna un gruppo di genitori nella presa di consapevolezza dei loro diritti e delle loro competenze, finalizzata all’assunzione della regia del percorso di vita dei figli. Questa “regia” si concretizza nella gestione della rete formale e informale che ruota intorno alla famiglia e nella finalizzazione alla vita indipendente delle azioni messe in campo da questa rete.

Il nome Officina deriva dallo stile pratico degli incontri proposti: esercitazioni, giochi, lavori di gruppo, momenti di confronto. L’espressione Vita indipendente fa, invece, riferimento all’art. 19 della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità che sancisce l’eguale diritto, per tutte le persone con disabilità, di vivere nella comunità con la stessa libertà di scelta degli altri cittadini.

L’approccio dell’Officina, ideato dal Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino, è stato messo a punto nel 2010, attraverso il lavoro con oltre cento famiglie piemontesi.

Attraverso il percorso di capacitazione, la famiglia viene sostenuta nel mettere a fuoco quelli che desidera siano gli obiettivi di vita per il figlio e nell’orientare la rete affinché tutti lavorino per gli obiettivi individuati. I genitori, infatti, sono più di tutti gli altri, più degli specialisti, depositari del sapere riguardo al figlio con disabilità e conoscono, oltre alle sue limitazioni, le sue abilità, i suoi sogni, le sue ambizioni.

Con frequenza, purtroppo, ci si riferisce al futuro dei bambini con disabilità parlando di “soluzioni”, come se il futuro non potesse essere qualcosa di desiderabile a cui tendere, ma un problema da risolvere. Per un genitore, sognare il futuro non è un modo per vivere imprigionati in un’illusione, ma ciò che consente di realizzare il presente migliore possibile per il proprio bambino.

L’Officina, nel suo essere un percorso che mira a costruire relazioni, (ri)orientando così lo sguardo di tutta la comunità, diventa un mezzo preventivo rispetto all’istituzionalizzazione. I genitori impostano un sistema di legami e di rispetto dei diritti che consentirà ai propri figli di vivere “de-istituzionalizzati”, finalmente privi della bolla di infantilizzazione in cui abitualmente vengono collocati.

Gli incontri vengono coordinati da due conduttori formati, coadiuvati da una famiglia esperta (in questo l’Officina si differenzia dal metodo Parent Training): essi fungono da “enzima” dell’attivazione di ciascuno e degli scambi tra i membri del gruppo. L’Officina è gratuita e il gruppo eterogeneo, gli incontri durano circa due ore, sono caratterizzati da un clima di informalità ed empatia e si susseguono con una cadenza che viene decisa dal gruppo stesso di volta in volta.

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